CC? No, grazie! L’associazione dei Forestali Italiani rimane sui monti

Cappuccio 2015 (foto archivio)

Capaccio – Paestum, 29 gen 2017 – Dopo circa un anno e mezzo, si è ripetuta la riunione organizzata da alcuni responsabili delle sezioni ANFOR della Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Toscana e Sicilia. All’ordine del giorno lo stesso punto:

IL FUTURO DELL’ANFOR DOPO LA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO.

Grazie all’inguaribile ottimismo dell’ex presidente ANFOR (pace all’anima sua) siamo riusciti a trovarci in ritardo rispetto alle lapalissiane previsioni della soppressione dell’Istituzione forestale statale.

Dobbiamo rilevare che il generale dei CC ha accolto molto bene i Colleghi del CFS acquisiti, a parte qualche intoppo burocratico – tipico della fissa dei Carabinieri, che hanno costretto a terra tre elicotteri non ancora “dipinti di blu”. Le braccia aperte dell’Arma vorrebbero accogliere anche l’ANFOR, così come la presidenza nata dal Congresso di Moltesilvano e il Patrone avrebbero auspicato, ma molti Soci hanno risposto: NO, GRAZIE!

Nella scorsa riunione di Paestum del 2015, venne redatta una proposta di modifica dello Statuto dell’associazione con le stesse motivazioni di adesso; quella proposta fu presentata al congresso 2015 di Montesilvano dove un piccolo re, e una ancor più piccola corte, con arroganza e senza alcun senso democratico, ridicolizzarono la proposta ed impedirono, anche fisicamente, che i soci propositori potessero spiegarne le ragioni.

Criticammo fortemente atteggiamenti e politica di quella presidenza e direzione; palesammo dubbi sulla linearità e buona fede della conduzione dell’Associazione. Tutto quello che era stato ipotizzato – senza alcun potere particolare – è accaduto: il CFS non c’è più.

Con la tessera onoraria all’ing. Casare Patrone per il suo impegno nella “svendita” del CFS, forse vengono confermati anche i dubbi sulla correttezza gestionale.

Comunque, lo statuto è rimasto quello di prima ed è giuridicamente monco, per assenza dell’istituzione di riferimento sulla quale si poggiava la stessa associazione.

Alla riunione Michele Lonzi, coordinatore ANFOR Sicilia, è ritornato a ribadire le ragioni della necessità della riscrittura dello Statuto.

Il punto toccato da Lonzi, ha riportato i presenti a qualche anno addietro nello stesso posto, e come allora la riunione a preso vita, e gli interventi si sono intensificati.

Alessandro Lioi ha illustrato una proposta di lavoro per studiare le modifiche statutarie.

Franco Mattia, sezione di Potenza, con un intervento molto appassionato e pieno di riferimenti storici, ha proposto la rifondazione dell’Associazione, anche ripartendo dalle regioni e provincie autonome dove il Corpo Forestale continua ad esistere.

Paolo Appiano, Giuseppe Iorio, Pasqualino Magno, Alessandro Rossi, Carlo di Caprio, Giulio Cocca e Vincenzo Stabile, mossi da profondi sentimenti di attaccamento alla gloriosa storia del CFS, hanno condiviso la linea esposta nei primi tre interventi ed hanno proposto la immediata modifica dello statuto.

Conclude i lavori il presidente nazionale dell’Anfor  Francesco Scarpelli che auspica la coesione di tutti per il rilancio dell’Associazione, per porre fine alle tante dannose ed inutili contraddizioni.

L’Assemblea di Capaccio approva la mozione per la costituzione di una commissione paritetica che, raccolte ed analizzate tutte le proposte dei Soci, provvederà a redigere un uovo Statuto.

Di seguito pubblichiamo il verbale dell’Assemblea con l’approvazione della Commissione paritetica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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